Tutta Vita. Live
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Esce il 20 Marzo per Ponderosa Music Records, Tutta Vita Live di Stefano Bollani con la formazione All Stars, ovvero una schiera di fuoriclasse del jazz (e non solo) come Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto, insieme a tre giovani talenti: Frida Bollani Magoni, in arte Frida, Matteo Mancuso e Christian Mascetta. Il disco è stato registrato dal vivo durante il memorabile concerto al Teatro Politeama Rossetti di Trieste il 17 febbraio 2025, momento culminante del film Tutta Vita di Valentina Cenni presentato all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma e di prossima distribuzione per Lucky Red. Il nuovo album di Bollani è infatti un nuovo tassello per espandere ulteriormente l’esperienza di un progetto più articolato, che ha la sua genesi in una residenza artistica in cui questo straordinario ensemble si è riunito per una settimana, in una dimora storica di Gorizia, grazie all’idea di Valentina Cenni di raccontare attraverso la macchina da presa l’improvvisazione jazz come atto di vita, come spazio di relazione, di ascolto, di libertà creativa. Per celebrare – in questo tempo sospeso in una terra di confine, suonando quella musica che per sua stessa natura non ha confini: il jazz - la musica, l’incontro con l’altro la vita stessa. L’album non è però la colonna sonora del film. Al contrario, il disco inizia dove finisce il racconto cinematografico.
Undici tracce che vanno dall’inedito brano iniziale, Tutta Vita, appositamente composto da Stefano Bollani per il progetto, a due celebri composizioni firmate da Enrico Rava – Certi angoli segreti e Theme for Jessica – e già eseguite in passato, in diverse occasioni, da Rava e Bollani. All’interno di questo perimetro, una tracklist che attinge da musiche provenienti da diverse parti del mondo e da varie epoche, scelte tanto dai vari repertori popolari e tradizionali, quanto dai percorsi di grandi autori della storia della musica. Tutte pensate, vissute e suonate come un volano, un punto di partenza per aprirsi verso molteplici direzioni, guidati dall’estatico piacere dell’improvvisazione, via maestra di ogni grande jazzista. L’approdo è una nuova vita, assolutamente unica e contemporanea, donata alle composizioni originali. Una nuova vita che trasuda energia, amore per la musica e per il suonare insieme. C’è la Grecia di Yerakina, famosa canzone popolare originaria della regione della Macedonia, la cui melodia aveva incantato anche gli Area di Luglio, agosto, settembre (nero) e, in seguito, un artista ribelle e apolide come Daniele Sepe. La Romania di Bun ii Vinul Ghiurghiuliu, brano folkloristico che celebra il vino, la gioia di vivere e l'amore; la Turchia di Nihavend Longa, strumentale del repertorio classico ottomano attribuito alla compositrice Kemani Kevser Hanım, vissuta a cavallo fra XIX e XX secolo; ma anche l’America di Billy Boy, tradizionale filastrocca statunitense per bambini che dall’Ottocento a oggi ritroviamo in vari ambiti musicali. Poi, la Russia di Song Of The Indian Guest, canzone dall’opera ottocentesca Sadko di Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov che si fonde con l’Argentina di El Choclo, famoso tango della cosiddetta “Guardia Vieja” scritto nel 1903 da Ángel Gregorio Villoldo Arroyo. Così come Retrato Em Branco e Preto, brano del 1965 di un monumento come Antônio Carlos Jobim incontra When I'm Laid in Earth, (nota anche come Il Lamento di Didone), celeberrima aria barocca dall'opera Didone ed Enea, composta tra il 1683 e il 1688 da Henry Purcell. La nota familiarità di Stefano Bollani con il repertorio classico consente poi anche di reinterpretare anche The Old Castle – brano dalla suite pianistica Quadri di un'esposizione, composta da Modest Petrovič Musorgskij nel 1874 – e Plaisir D’Amour, celebre romanza francese del 1785 composta da Johann Paul Aegidius Martin, immortale melodia citata anche da Elvis Presley in Can’t Help Falling in Love.
È una selezione di musiche compiuta seguendo soltanto il sentimento, senza nessuno schema prestabilito e freddamente ragionato, con lo scopo primario di creare collegamenti, legami, ponti.
In questo incessante ed entusiasmante moltiplicarsi di ponti, il primo, che sta alla base di tutto il progetto di Valentina Cenni e Stefano Bollani, è il ponte che unisce musicisti di diverse generazioni, che mette al fianco di Bollani, Rava, Fresu, Tavolazzi, Sepe e Gatto, i giovanissimi Frida, Mascetta e Mancuso. “Del resto la musica improvvisata è il genere per eccellenza che fa da ponte fra generazioni diverse, cosa che nel jazz succede spessissimo” afferma Bollani, pensando al divario fra gli 86 anni compiuti di Enrico Rava e i 21 anni di Frida Bollani Magoni, fra i più giovani quella – per ovvi motivi – “con cui suono fin da quando era piccola, anche se sul palco ci incontriamo di rado”. Mentre Matteo Mancuso e Christian Mascetta sono le più recenti scoperte, “con i quali ho avuto qualche occasione di suonare negli ultimi anni”.
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Artisti:
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Supporto:Vinile LP
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Numero supporti:2
Disco 1
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