Mi ha coinvolto dall'inizio alla fine. È una storia che fa riflettere su temi profondi, ma lo fa con delicatezza, in modo fiabesco. È difficile spiegare davvero cosa si prova leggendolo: è uno di quei libri che vanno vissuti. Quando l'ho finito, ho avuto la sensazione che mi avesse lasciato qualcosa, e credo che sia proprio questo a rendere una lettura speciale.
La scatola delle lacrime
Un potente racconto sul tema del dolore – per i bambini e gli adulti – che racchiude tutto l’universo poetico di Han Kang.
«Con gratitudine per le lacrime che, a volte, arrivano inaspettatamente a salvarci» - Han Kang
C'era una volta una bambina che viveva in un villaggio remoto fra le montagne. Come «due ciottoli sott'acqua», i suoi grandi occhi scuri erano sempre bagnati di pianto: bastava un'ombra, il soffio umido del vento poco prima della pioggia, un piccolo gesto o una melodia lontana a farle versare lacrime. Poi, un giorno, giunse al villaggio un uomo vestito di nero, con un grande cappello, una borsa scura e un minuscolo uccellino blu dalle piume lucenti. Era un collezionista di lacrime, alla ricerca dell'esemplare rarissimo che mancava alla sua raccolta: la lacrima versata «per nessuna ragione in particolare, e per tutte le ragioni del mondo». Incuriosita dalle storie di quell'uomo misterioso e ammaliata dalla «forza strana» dell'uccellino blu, la bambina decise di unirsi al loro viaggio. E durante il cammino – come narra Han Kang in questo racconto delicato e visionario, che ricorda una fiaba di Miyazaki – il mondo intero iniziò a mutare dentro e fuori di lei. Età di lettura: da 8 anni.
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Ezy 03 luglio 2026Una piccola grande chicca!!!!!
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Lotti 21 giugno 2026Profondo
Un libro adatto a tutte le età!
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IL FEDE 10 giugno 2026favola delicata dal messaggio potente
La scatola delle lacrime di Han Kang è un'opera che sorprende per la sua apparente semplicità. A una prima lettura, il libro può sembrare quasi una favola per bambini: la narrazione è dolcissima, lo stile è poetico, etereo e dotato di una delicatezza d'altri tempi. Ma non bisogna farsi ingannare da questa leggerezza formale. Dietro alla cornice fiabesca si cela in realtà un messaggio fortissimo: talvolta piangere significa liberarsi di qualcosa che si ha dentro che ci blocca. Han Kang ci ricorda che non tutti i pianti sono uguali e, attraverso questa metafora, esplora la complessità del dolore e delle emozioni umane. La vulnerabilità non viene vista come una debolezza, ma come una chiave necessaria per sbloccarsi e guarire. È un libro che si legge con il cuore aperto. Una lettura dolcissima che culla il lettore, ma che allo stesso tempo lascia un segno profondo, regalandoci una bellissima lezione di accettazione e rinascita.
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